Bludenz

Mercato e sala riunioni delle cinque valli alpine

 

Il paese di Bludenz è citato per la prima volta nell’anno 830 nel documento “Churrätischen Reichsurbar”, con i nomi di “Pludono”e “Pluteno”. Al 1265 risale la fondazione ufficiale della città di Bludenz da parte dei Werdenberger, con il conferimento del diritto cittadino nel 1274 ad opera di Ugo I von Werdenberg.

Dopo essere stato proscritto dal Concilio di Costanza, il duca Federico IV d’Asburgo detto“il Tascavuota” fuggì in Tirolo attraverso il monte Arlberg e si fermò il 30 marzo 1416 a Bludenz. Ancora oggi, la sua preghiera di poter entrare in città attraverso la Porta superiore rivive nei racconti popolari.

Nel 1420 la contea di Bludenz si unì all’Austria. Nel 1525 Bludenz vide il fallimento della Riforma. Gli Asburgo governarono Bludenz a turno, dal Tirolo e dall’Austria Anteriore (regione intorno a Friburgo nel Breisgau, oggi Germania).

Nel 1444 e, di nuovo, nel 1491 la città intera, con le porte, la fortezza (che più tardi diventerà il castello barocco) e la chiesa di San Lorenzo, venne divorata dal fuoco. Il 1o novembre 1638 un altro incendio distrusse quasi tutta la città, ad eccezione della Porta superiore con i due edifici confinanti, la chiesa e il castello. Nel 1682 le fiamme distrussero la maggior parte delle case civili in legno. 

Nell’ottobre 1730 il barone Franz Andreas von Sternbach, divenuto ricco grazie alle miniere, acquistò i feudi riuniti in pegno Bludenz-Sonnenberg.

Ottocento e Novecento.

Dal 1806 al 1814 la città appartenne alla Baviera, in seguito di nuovo all’Austria. In occasione del passaggio alla Baviera, nel 1806, Bludenz fu posta sotto la giurisdizione del tribunale di Sonnenberg, che fino al 1810 ebbe sede a Nüziders e, successivamente, in città. Dopo il ritorno del Vorarlberg nella federazione austriaca, (1814), i signori von Sternbach persero l’alta giurisdizione. Nel 1854 furono riscattati i restanti feudi, mentre il Castello di Gayenhofen rimase di proprietà privata dei von Sternbach fino al 1936.

Dal 1943 il campanile della chiesa di Santa Croce fu utilizzato come punto di osservazione antiaerea, mentre sul monte Muttersberg fu impiantata una vedetta antiaerea. Nel 1943/44 furono installati cannoni antiaerei presso la sottostazione di trasformazione di Bürs e la stazione ferroviaria di Bludenz, e nell’Unterstein e nella Mokry furono ricavati rifugi antiaerei.

Nel maggio 1945, con l’ingresso delle truppe francesi, Bludenz veniva liberata dalla dittatura nazionalsocialista diventando parte della zona d’occupazione francese in Austria, dal 1945 al 1955. Nel 1946, nel distretto di Bludenz, nei campi di Rungelin e Bings, si trovavano ancora 182 detenuti politici. Si ritiene che il cosiddetto “cammino politico” nel bosco di Letziwald sopra Lorüns, e altri lavori forestali, siano stati eseguiti da alcuni detenuti del campo di Rungelin.